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Ombre tra i grattacieli. La doppia realtà di Dubai

Nella foto, in alto: la povertà a Dubai

Dubai è spesso sinonimo di lusso estremo, architettura futuristica e ricchezza ostentata. Con il Burj Khalifa che domina il cielo e i centri commerciali grandi come città, il suo opulento splendore attira milioni di turisti ogni anno. Tuttavia, sotto la superficie scintillante della città, esiste un lato meno conosciuto che racconta storie di disparità e sfide sociali. Passeggiando lungo lo sfavillante lungomare di Dubai Marina o esplorando i suoi iconici centri commerciali, è facile dimenticare che non tutti gli abitanti della città vivono nel lusso. Nascoste dietro a questa facciata brillante ci sono comunità di lavoratori migranti che lottano per sbarcare il lunario. Questi lavoratori, provenienti principalmente da paesi come l’India, il Pakistan e il Bangladesh, formano la spina dorsale dell’infrastruttura cittadina. La città dei contrasti. Molti di loro vivono in condizioni difficili, spesso in aree che il turista medio non vede mai. Al conflitto evidente tra la ricchezza sfrenata e la povertà subita da questi lavoratori si aggiunge il fatto che spesso risiedono in alloggi condivisi, con più persone stipate in piccole stanze per ridurre i costi dell’affitto.

Nella foto, in alto: sempre una zona povera della lussuosissima Dubai

Il sistema è progettato in modo che i lavoratori migranti, sebbene fondamentali per lo sviluppo inarrestabile di Dubai, abbiano poco potere contrattuale. Il regime di visti sponsorizzato dai datori di lavoro connette la loro possibilità di rimanere nel paese alle condizioni lavorative concesse, rendendo difficile la ricerca di migliori opportunità o la denuncia di condizioni di lavoro ingiuste. Anche i salari, sebbene superiori a quelli dei loro paesi d’origine, spesso non sono sufficienti per mantenere adeguatamente una famiglia. Le rimesse inviate a casa costituiscono una parte considerevole dei loro guadagni, lasciando poco per le necessità quotidiane o il risparmio personale.

Nella foto, in alto: un immigrato stanco

Negli ultimi anni, alcune iniziative locali e internazionali hanno cercato di affrontare questo divario. Agenzie di beneficenza e organizzazioni nonprofit lavorano per fornire supporto legale e aiuti umanitari, mentre alcuni enti governativi stanno facendo pressione per riforme legislative che tutelino i diritti dei lavoratori migranti. Tuttavia, il cambiamento è lento e il contrasto tra i mondi di Dubai persiste, riflettendo una complessità sociale spesso oscurata dalle sue attrazioni turistiche. Mentre Dubai continua a evolversi come simbolo di ambizione e modernità, il suo percorso verso una città più equa e giusta rimane una sfida aperta. A ricordarci che, sotto la superficie lucente, ci sono vite che narrano storie di resilienza e speranza, in attesa di un cambiamento reale.

Tiziana Giglioli

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